17/01/2012 Rivista "Sport, giorno dopo giorno", 23 - 29 novembre 2011
Intervista alla Dott.ssa Elisabetta Bartoszcze

Tutti già sanno dove andare e per cosa.

La Dott.ssa Elisabetta Bartoszcze è una famosa agente del calcio. È stata Lei ad organizzare gli incontri con Real Madrid,  Milan e  Chelsea  per la coppa di RZD.
Ci si aspetta che questo genere di lavoro sia svolto da un uomo più che da una donna.
Invece, per la Dott.ssa Elisabetta Bartoszcze il calcio è una passione, la passione della vita. Per lei, ogni partita organizzata è motivo di soddisfazione.  Lei conosce il ruolo di ogni calciatore sul campo, ha visto i loro alti e bassi, e sa perfettamente come ognuno di loro è capace di giocare. Ha lavorato in passato con squadre che non esistono più come Mosca e Saturn e continua l’attività con Lokomotiv, Spartak, CSKA e Anzhi.  “Sono orgogliosa, - dice lei -  di collaborare con le migliori squadre di club  e con la squadra nazionale russa. Sono lieta che siamo entrati nell’ Euroleague 2012.
Calcio è vittoria, sviluppo continuo, futuro”.

Sono molto tosta.

Scommetto che le persone quando scoprono di cosa si occupa sono curiose di sapere come Le sia capitato di entrare in questo business.

“È  proprio cosi. Specialmente in Russia. Qui non è abituale che una donna si occupi degli affari maschili come calcio e nel mio caso, l’organizzazione di tornei e partite.  Non ci si aspetta che sia una donna ad occuparsene. Questo è il mio ruolo. Calcio per me è passione, una delle passioni della mia vita. Ogni partita, se la capisci, ti dà una grande soddisfazione”.

Lei le partite le capisce?

“Conosco il ruolo di ogni calciatore, ho visto i loro alti e bassi e quindi capisco come ognuno di loro è capace di giocare. In altre parole, ho sempre la mia opinione e sono pronta a difenderla. Anche se, non mi permetterei mai di discutere, diciamo, con Valery Georgievich Gazaev o Luciano Spalletti riguardo le qualità tecniche di un calciatore”.

Lei una volta ha detto che poteva telefonare a Fabio Capello in qualsiasi momento …

“Sono felice che la mia attività professionale mi permetta di avere buoni rapporti con le persone. Non è un segreto che dove ci sono i soldi nel lavoro è difficile avere amici ed è piacevole invece quando succede il contrario. Certamente non mi posso considerare la migliore amica di Fabio (Capello, ndr), ma abbiamo un rapporto di amicizia anche fuori del campo lavorativo”.

In Russia è possibile avere un rapporto di amicizia di questo genere?

“Succede più spesso che in Europa. In Russia ho molti amici. Posso dire che sono gli amici del cuore, con cui ho fatto amicizia proprio dopo aver organizzato insieme una partita o un torneo.
Certamente la cosa che ho più degli altri è la conoscenza della lingua russa”.

Lei si sente a Suo agio in questo mondo maschile che è il calcio?

“Mi sento abbastanza al mio agio. In Europa, per dire, la professionalità non ha sesso. Credo di lavorare con dei professionisti e percepisco il club di calcio come il partner con cui svolgere il  lavoro insieme. Infatti, questo lavoro è molto concreto e per qualche aspetto anche tosto”.

Lei è capace di essere tosta?

“Penso di essere molto tosta. Non si vede, vero?”.

Lo si sente.

“L’essere tosta vuol dire avere la padronanza delle qualità professionali. Il sapere cosa voglio e cosa è meglio per i miei clienti facilita la collaborazione. In questo senso, io sono molto tosta. Voglio sempre sapere cosa serve ai miei clienti per poter offrire il comfort professionale. Cerco anche di aggiungere quello che il cliente non conosce ma che potrebbe essergli utile nell’ ambito professionale”.

Può fare un esempio?

“Solitamente, i club italiani di calcio dividono in due parti la solita preparazione pre – campionato.  La prima settimana i calciatori possono portare le proprie  famiglie: così, i calciatori passano pienamente alla fase lavorativa di preparazione. Per molti club questo periodo è importante per creare l’atmosfera positiva. A questa cosa adesso pensano in molti poiché essere uniti e avere una buona forma atletica è ugualmente importante”.

La Russia potrebbe essere già interessante

Avete proposto questa idea ai nostri club di calcio?

“Si, certo”.

Come hanno reagito?

Non sempre positivamente, anche se, qualche club ha accettato l’innovazione. Vorrei sottolineare che negli ultimi tempi, in Russia le persone sanno cosa vogliono. Tempo fa, per esempio, nessuno pensava anticipatamente alla preparazione pre- campionato e la decisione si prendeva sempre all’ultimo momento. Così facendo, sorgevano dei problemi. Adesso è tutto diverso: oggi tutti i club sanno dove devono andare e per cosa”.

Non tutti, mi creda.

“Io parlo dei top- club, che cercano di lavorare a livello europeo: loro vogliono gli sparring - partner migliori ed organizzazione degli incontri di alto standard. Come del resto, anche i grandi del mondo calcistico. La differenza è che i campionati si disputano in periodi diversi, anche se per l’ultimo anno”.

Lei ne sta parlando con un sorriso.

“È di grande aiuto. Per fare un esempio, in estate i top-club vanno in ritiro in America ed Asia, ed i club russi sono esclusi a priori da questo processo, in quanto, in questo periodo dell’anno, il campionato è in pieno svolgimento”.

Ma ci aspettano lì?

“Si, la Russia è la benvenuta in questo mercato. Pensiamoci, in America vive tanta gente di origini russe ed il ritiro di solito non finisce con la partita amichevole. È un progetto complesso e prima di tutto è un progetto di marketing. La Russia può sembrare già interessante e lo sarà ancora di più”.

Sono molto interessato.

“La Russia è un  paese molto più grande di Spagna, Francia e Germania. La Russia è il posto dove si costruisce la storia. Prendiamo il campionato del mondo del 2018,  è un progetto semplicemente geniale!”.

In che cosa è geniale?

“L’Europa è uno schermo già prestabilito, la Russia, invece, offre l’opportunità di crescita, di sviluppo. Ai miei partner europei interessa molto il mercato russo, ogni anno propongo  loro qualche nuovo progetto. Ma il problema è che quando l’Europa è impegnata nelle partite nazionali, i club russi lo sono con la preparazione pre – campionato e viceversa. Quindi abbiamo la piattaforma per integrazione dopo la sincronizzazione dei calendari”.

Vyacheslav Protsenko, suo rivale diretto, una volta ha sottolineato come dopo il passaggio al nuovo sistema, la partita tra Tottenham e Volga potrà essere organizzata facilmente.

“Vyacheslav è un famoso agente di calcio, che ha una vasta esperienza in questo mercato. Sinceramente, io non credo alla possibilità di una partita Tottenham –Volga, ma sono convinta che è possibile organizzare tante partite” 

Di quale livello sarebbero queste partite?

“Le otto squadre della seconda divisione della Premier League russa difficilmente  potrebbero interessare i top-club mondiali: Chelsea o Real hanno altre esigenze sia sul piano finanziario sia dal punto di vista della richiesta di sparring - partner. Per esempio, questi club rispondono alle richieste della nostra Serie A”.

Più precisamente?

“Parma, Bologna, Fiorentina, club come questi potrebbero essere interessati ad una collaborazione. Perché qui subentra anche un altro fattore. I top-club cercano di promuovere il brand dove non è ancora conosciuto abbastanza. Per esempio, mi fa molto piacere che in Italia hanno saputo di Astrakhan. Prima, questa città era conosciuta da un italiano su dieci”.

Ho i miei dubbi.

“Sono d’accordo. Comunque l’Italia ,grazie ai giornalisti ha visto questa città e lo stadio. Lo stadio anche se non completamente pieno, ha accolto la squadra di serie A come la principale squadra nazionale. L’evento è stato molto interessante”.

Tra “ forzare” ed “ implorare”

Inizialmente la partita era prevista a Sochi. Come ha vissuto questo trasferimento ad Astrakhan?

“La partita è stato un evento grandioso.  Potevo contare sull’aiuto di tutta la città. Il sindaco della città ci ha sostenuti dal punto di vista organizzativo ed ha contribuito a rendere il soggiorno della squadra di serie B molto confortevole”.

Può nominare l’evento di forza maggiore più memorabile nella Sua carriera?

“Lo smog a Mosca. Era in programma la partita tra la nazionale russa e quella bulgara. Improvvisamente, a distanza di 2 giorni dall’evento, si scopre che la partita si giocherà a San Pietroburgo. In questi due giorni il nostro ufficio ha lavorato in modo estremo per non far saltare la partita”.

Cosa Le è costato?

“Lei si immagini: il periodo delle notti bianche, la città è impegnata al 90%. In questa situazione abbiamo dovuto organizzare tutto al massimo. Naturalmente siamo stati fortunati nel momento in cui abbiamo trovato l’hotel adatto e abbiamo provveduto al trasferimento”.

E quale forza maggiore artificiale Lei ricorda?

“Succede che abbiamo già organizzato lo sparring ed un giorno prima ti informano che esiste il pericolo che la partita possa saltare. Le cause sono molte. In questo caso non devi implorare i tuoi collaboratori ,tanto meno forzarli ma…… cosa c’è tra implorare e forzare ?”.

Una linea sottile.

“Convincere. Tu devi convincerli”.

A questo punto Lei diventa tosta?

“In simili situazioni aiutano molto i documenti, sui quali vi è scritto che gli accordi devono essere rispettati. Questo ci dice l’ UEFA. Non vuol dire essere tosta ma semplicemente rispettare le regole”.

Che cosa c’ è scritto in questi documenti?

“Le date, se parliamo dell’organizzazione delle partite. Senza dubbi,  la quantità di allenamenti. Ai club interessa più la qualità del campo di allenamento che la qualità dell’ alloggio. Questa è la prima cosa a cui prestano attenzione. Per questo motivo, molto spesso scelgono come il luogo adatto per l’incontro la postazione del club o della squadra che riceve. Certo, gli alloggi lì non sono lussuosi  ma sono comunque molto funzionali, come piace ai giocatori”.

Via dalla Turchia

Chi sono i suoi clienti in Russia?

“Un tempo fa abbiamo lavorato con le squadre Saturn  e Mosca”.

Entrambe non esistono più ormai.

“E questo conferma ancora una volta che lavoro in Russia da tempo. La specificità del mio lavoro sta nel fatto che non sono io che cerco collaboratori. Lavoriamo con i club (come Lokomotiv, CSKA, Spartak) che sono interessati a noi”.

L’Anzhi entra in questa lista?

“Si”. 

Anche Lei, quindi,  fa la Sua parte nella nuova storia del club?

“Credo che dire questo sia troppo.  Anzhi è un progetto interessante. Il club vuole perfezionarsi ed è aperto al mondo. Il fatto che il club cerca di coinvolgere i singoli top – players dimostra come punti ai suoi futuri progressi. L’idea del presidente dell’Anzhi consiste proprio nel fare di questo club una cosa in cui credere. Nel calcio si può credere. Calcio è vittoria, sviluppo, futuro. Per esempio per i ragazzini che sognano di diventare i futuri Eto’o.”

Oppure i futuri Gadgibekov.

“Si. Eppure credo che ogni club che collabora con coloro ha qualcosa da offrire”.

Lei ce l’ha?

“Prepariamo un progetto insieme del quale saprete presto”.

Elisabetta, Lei può dire se il futuro periodo fuori stagione sarà diverso dal precedente?

Molti club vanno via dalla Turchia”.

E la tendenza?

“Si può dire cosi. Se fai spesso uso di qualcosa ti stanca. La Turchia diventa già cara, ed il mercato propone altre offerte interessanti”.

Per esempio?

“La Spagna e gli Emirati. Ma qui ci sono delle difficoltà”.

Gli sparring - partner?

“Esatto. È molto più facile trovarli in Turchia. Ma a tutto si trova la soluzione. Mi ricordo che a Roma, con la Lokomotiv, era in programma una partita con il Frosinone. In seguito, la formazione di Serie B rinunciò all’incontro. Per fortuna siamo riusciti ad organizzare la gara con la Lazio”.

Avete guadagnato e quanto!

“Sono molto orgogliosa di lavorare con i migliori club e la squadra nazionale russa. Sono lieta che siamo riusciti ad entrare nel Euroleague 2012”.

Lei sa dove alloggeremo per l’Europeo del 2012?

“La decisione sarà annunciata dopo il sorteggio”. 

I tedeschi hanno già deciso….

“Non si deve pensare che noi non facevamo niente. Insieme al presidente della squadra Nicolai Igumnov, spesso, andavamo in Polonia ed Ucraina; abbiamo visto tutte le postazioni che ci consigliava l’UEFA. In agosto, prima della partita con la nazionale della Serbia, l’avvocato ha ricevuto una relazione completa”.

Qualcosa vi è piaciuto?

“Ci piace la postazione in Cracovia, in Danzica ed a Kiev”.

Due contro uno.

“In termini di convenienza, secondo me, abbiamo scelto bene”.

La stampa ha pubblicato il discorso dello scout tedesco che ha definito le postazioni in Ucraina adatte solamente per le squadre junior.

“Non sono pienamente d’accordo con il collega tedesco. Le postazioni di “Shahtar”, per esempio, sono ultramoderne”.

Ma la postazione di “Shahtar” è un’ eccezione.

“L’eccezione comunque molto gradevole. Quella volta in cui ci preparavamo ad accogliere l’Inter a Donetsk, i mass media “nerazzurri” presenti dalla parte del club alla postazione di “Kirshe” sono rimasti stupiti. Penso, in questo caso, che al collega tedesco non siano piaciute altre infrastrutture legate alle postazioni come l’aeroporto, le strade, gli alberghi etc”.

Quale, secondo Lei, potrebbe essere il destino di queste postazioni?

“Tutte le postazioni sia in Polonia che in Ucraina sono abbastanza moderne, perciò sono sicura che saranno molto richieste anche in futuro”.

 

Servizio di Nelson Pogosyan